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L’Italia inasprisce le norme sulle promozioni del gioco d'azzardo: l'ADM limita i bonus e l'AGCOM propone l'esclusione dei marchi

31 ottobre 2026

L'Italia sta ulteriormente inasprendo le leggi sulle promozioni del gioco d'azzardo nel 2024, con l'ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) che chiarisce la sua posizione sui bonus e l'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che propone esclusioni più severe sui contenuti a marchio.

Ai sensi delle restrizioni del Decreto Dignità del 2019, la pubblicità del gioco d'azzardo è vietata, gli sponsorizzazioni sono proibite e le violazioni possono comportare multe fino a 500.000 euro dall'AGCOM. Ad agosto, l'ADM ha stabilito che una campagna di broadcaster di partite della Lega Serie A costituiva promozione indiretta e l'ha vietata. Ora entrambi i regolatori stanno chiarendo come dovrebbe essere applicato il divieto.

L'ADM ha distinto i bonus principali del settore dalle promozioni vietate volte a stimolare il gioco. In base alla recente decisione, gli operatori possono comunicare informazioni sui bonus, ma solo se il contenuto è strettamente informativo e include dettagli chiave come il funzionamento del bonus. Sono vietati riferimenti a vincite, jackpot o bonus, così come qualsiasi richiamo marketing o messaggi aspirational. Qualsiasi bonus approvato dall'ADM deve essere pubblicato in modo trasparente sul sito. In altre parole, sono consentite informazioni sui bonus, ma non la loro pubblicità.

Questa disposizione è arrivata separatamente dal piano dell'AGCOM di aggiornare le linee guida sulla pubblicità del gioco responsabile. Secondo il progetto, le nuove regole vieterebbero qualsiasi marchio che identifichi sia il gioco d'azzardo che altre attività non legate al gioco, ma solo se quell'attività non ludica supera rigorosi test di indipendenza e autonomia.

L'AGCOM vuole vedere servizi non ludici "gestiti in modo attivo e indipendente" dal marchio, con risorse separate, marchi registrati, team editoriali distinti e nessuna integrazione tra i flussi di gioco d'azzardo e quelli non ludici. Collegamenti, reindirizzamenti e altri legami con la sezione di gioco sono vietati, così come qualsiasi promozione di bonus o giochi, quote o previsioni. Qualsiasi contenuto non ludico deve essere un'attività autonoma, piuttosto che semplicemente complementare ai servizi di gioco d'azzardo.

Nei display mediali come gli impianti sportivi, le parole chiave a pagamento collegate a giochi o scommesse e qualsiasi situazione in cui il contenuto collegherebbe le attività non ludiche ai prodotti del gioco d'azzardo, l'esclusione non si applica, affermano le linee guida proposte. Questi canali ad alto rischio sono sottoposti a uno scrutinio particolarmente severo.

Per i casinò online e i media affiliati, la decisione potrebbe significare che sarà richiesta maggiore indipendenza e trasparenza per qualsiasi contenuto o marchio non ludico. I risultati della proposta AGCOM sono ancora in attesa, ma l'ADM ha consigliato agli operatori di rimanere conformi alle attuali linee guida AGCOM e di monitorare da vicino gli aggiornamenti futuri.

In generale, le restrizioni italiane sulla pubblicità del gioco d'azzardo si stanno inasprendo, con i regolatori che chiariscono progressivamente ciò che soddisfa o meno gli standard, sempre più elevati, di interesse pubblico.